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L’utilizzo della cannabis risale alla notte dei tempi; abbiamo prove che i semi fossero già coltivati e utilizzati a scopo tessile già nel Neolitico, l’ottima resistenza della fibra tessile era nota già nell’Asia Minore e nel Medio Oriente.

La fibra ottenuta dalla canapa e’ stata per secoli la materia prima per la produzione di carta , fino a quanto durante gli anni 20 del novecento con introduzione del proibizionismo in america il suo uso ebbe un notevole calo.
Fonti antiche attestano il suo commercio ed utilizzo anche in italia, dove grazie alle potenze commerciali marittime delle quattro Repubbliche Marinare le fibre erano la fonte primaria per le cime e vele usate sulle navi che battevano le rotte commerciali. Ma anche l’uso domestico è testimoniato dalle numerose tovaglie di canapa, prodotto tipico dell’artigianato romagnolo.

Cannabis medica nell’antichità?

Coppa della Civiltà Sciita che analizzata ha rivelato tracce di Cannabis

Per quanto l’utilizzo terapeutico dei principi attivi , sappiamo che la cannabis fu usata dagli Assiri ma anche dai Traci e dagli Sciti che ne facevano uso durante i loro riti religiosi quando appresero le proprietà psicoattive della stessa.

È risaputo l’uso della cannabis nelle pratiche della medicina ; essa era non soltanto oggetto di studio ma adoperata in veri e propri trattamenti grazie agli innumerevoli benefici che i principi attivi della stessa , producevano sull individuo; veniva adoperata secondo gli scritti medici a noi pervenuti come lenitivo e calmante.
Lo storico Erodoto attribuisce agli Sciiti un primo utilizzo a scopo ludico; egli attraverso un ritratto accurato ci descrive quale uso ne facessero questo popolo asiatico: durante le cerimonie funebri e durante i banchetti veniva fumata con strumenti rudimentali o anche senza per mettere allegria perche erano note le sue proprietà terapetiche sull umore prostrato.

Anche il noto storico latino Plinio il vecchio , ne declama le proprietà terapeutiche nel suo trattato enciclopedico (Naturalis Historia).
Il suo utilizzo durante il corso dei secoli fu progressivo e costante fino a quando durante il Medioevo la diffusione della cannabis ed il suo utilizzo ebbero una brusca battuta d’arresto a causa di un evento curioso: il Papa con una bolla papale ne vietò l’uso ai fedeli a causa degli effetti “sconvenienti” che cagionava a chi ne faceva uso!

Cannabis nell’Era Moderna

Nel 1800 la Cannabis in Europa divenne popolare ed utilizzato per gli stessi fini per i quali si è diffusa negli ultimi tempi: utilizzo rilassante e ludico, legato spesso alla creatività artistica ed allo stare in compagnia. Fu Jacques-Joseph Moreau, che nel 1840 fece da “cavia umana” e scrisse una relazione scientifica sugli effetti della canapa che aveva provato su se stesso., Fu all’epoca che, sull’onda degli studi di Moreau, il mondo artistico divenne interessato alla Cannabis, ed a Parigi nacque il Club des Haschischins frequentato da nomi immortali della letteratura quali: Victor Hugo, Alexandre Dumas, Charles Baudelaire, Honoré de Balzac e Théophile Gautier. Anche Napoleone pare facesse uso di cannabis soprattutto come antidolorifico.

Il secondo proibizionismo

Come sappiamo, oltre alle prime proibizioni medievali legate alla Chiesa, fu poi solo nell’America del 1900 che iniziò il vero proibizionismo che coinvolse poi tutto il resto del mondo. Qui la storia si confonde con il mito: alcune teorie vogliono le lobby del petrolio a spingere per il proibizionismo, spaventate dai prototipi Ford della Hemp Body Car, una macchina realizzata con plastica di canapa e soia e alimentata da biocarburante prodotto a partire dalla canapa.
Un’altra storia invece vuole i magnati della stampa fare cartello perché la Canapa era impiegata anche per produrre carta a buon mercato.
Una possibile ipotesi è più “politica”: all’epoca la Canapa era coltivata soprattutto in Messico che era in Guerra con gli USA. L’utilizzo ricreativo della cannabis era famoso in Messico con il nome di Marijuana e si diffondeva tramite i trafficanti messicani anche negli Stati Uniti: proibire la cannabis doveva essere visto come un colpo da assestare alle finanze nemiche, impoverendo un Paese agricolo e già povero.

Fu con l’epoca degli Hippie che il consumo della Cannabis si diffuse di nuovo a larghe fette di popolazione soprattutto giovanile, negli anni 70 era tra i simboli delle giovani generazioni che si ribellavano allo status quo ma anche come droga “spirituale”. La visione “spirituale” della cannabis è condivisa con alcuni movimenti induisti (molto influenti nella cultura hippie confluita poi nella New Age) ma anche con il rastafarianesimo, movimento nato in Etiopia ai tempi del colonialismo e reso popolare da Bob Marley. Per queste persone dunque, fumare marijuana aiuta a raggiungere uno stato di pace interiore predisponendo alla preghiera e meditazione.

La Cannabis diffusa all’epoca degli Hippie e del Reggae era molto meno “potente” a livello psicoattivo: si parla di piante con una percentuale di THC inferiore al 6% quindi con gli effetti di questo cannabinoide bilanciati dal CBD, quindi si può parlare sicuramente di tipi di Marijuana che si potevano avere l’effetto di rilassare e predisporre ad uno stato meditativo. Con il tempo il mercato ha cercato “sballi” sempre più forti: gli anni delle proteste pacifiche e della meditazione finirono ed arrivarono gli 80: anni veloci, anni esagerati. Fu in quel periodo che furono ibridate piante dal contenuto in THC più alto rispetto ad altre varietà più comuni in passato: fino ed oltre il 20%. Questa tipologia di Cannabis è famosa come Skunk.

La richiesta del mercato di un’erba sempre più potente dal punto di vista psicoattivo ed utilizzata solo per fini ricreativi ha avuto come risposta la selezione di ibridi sempre più forti in THC, come quello chiamato “Godfather OG” che arriva al 34%.
Questa situazione non ha aiutato contro il proibizionismo ed anzi ha incrementato in molti la visione negativa della Cannabis (molti studi confermano che percentuali elevate di THC nel lungo periodo causano danni neurologici).

Le prime legalizzazioni

Mappa della legalizzazione della Cannabis nel Mondo

Il primo Paese al Mondo a legalizzare totalmente la Cannabis è stato l’Uruguay nel 2013, permettendo possesso, consumo coltivazione e vendita sotto Monopolio di Stato.
A questo proposito vogliamo sfatare uno stereotipo: i Paesi Bassi sono stati da sempre visti come patria della legalizzazione, in realtà in Olanda è permessa la vendita ed il consumo non superiore ai 5 grammi a persona nei coffee shop autorizzati. In altri casi la vendita è perseguita penalmente e le campagne educative che sensibilizzano contro l’uso di droghe sia pesanti che leggere sono molte.
Il motivo della “permissività” che risale a molti anni fa (1975) è perché il Governo ha visto un minore rischio sociale nel permettere un consumo minimo in luoghi controllati piuttosto che lasciare il tutto nell’illegalità. Con questa politica, severi controlli e restrizioni, l’Olanda è uno dei Paesi Europei con minore consumo di droga, decessi a causa di droga e con i più alti tassi di disintossicazione.

Negli Stati Uniti la cannabis è legale in alcuni Stati come California e Colorado ma non in altri.

In molti altri Paesi del mondo sono proibite vendita e produzione, ma non il possesso ed il consumo di piccole quantità per usi personali.

In Italia al momento è illegale la vendita, produzione e possesso, mentre il consumo personale è stato depenalizzato. La coltivazione di Cannabis con alte dosi di THC è permessa solo per fini medici.

In questo contesto, visto che in molti Paesi pur con la proibizione della Cannabis con THC, la coltivazione della Canapa è ampiamente praticata per altri motivi, è nato il mercato della Cannabis Legale o Cannabis Light, dove si si utilizzano i fiori di piante con livelli di THC bassissimi ed alti contenuti di CBD che, al contrario del THC, ha effetti benefici provati scientificamente e nessun effetto collaterale.
La Cannabis Light è quindi un prodotto diverso da quelle con il THC ma che favorisce il benessere psicofisico, il buon umore ed il rilassamento.