1. Cos’è la canapa legale?
  2. La legge 242 del 2016
  3. Produzione e commercializzazione dell’erba legale
  4. I trend del mercato
  5. Il consumo dell’erba legale in Italia
  6. Dove comprare marijuana legale in Italia

Il boom della cannabis light in Italia

Si tratta di un trend incontestabile: dopo la recente legalizzazione della cannabis light, è esploso il boom della marijuana legale in Italia, con la nascita di un vero e proprio mercato che sta modificando esponenzialmente le abitudini di consumo di moltissimi.

Cos’è la canapa legale?

La pianta di marijuana ha una lunghissima tradizione di coltivazione nel nostro paese: ad esempio, fino alla metà del ‘900 la canapa era utilizzata per la produzione di tessuti destinati alla manifattura di corde, vele e altre finalità. E’ dal 1975, con l’avvento della disciplina protezionistica, che arrivò il blocco della coltivazione della cannabis.

Tuttavia, nel corso degli ultimi decenni, sempre più studi hanno dimostrato la sicurezza di questa pianta.. In particolare, gli estratti di cannabis ricevono da molti anni una destinazione terapeutica, grazie alla presenza del componente noto come cannabidiolo o CDB: questo composto non psicoattivo è utilizzato appunto nella marijuana medica, attese le sue potenzialità rigeneranti e rilassanti, specialmente per i trattamenti del dolore prolungati o per alleviare i sintomi di malattie incurabili.

E’ da questo aspetto che, sulla scorta delle più recenti novità legislative, ha preso mossa il boom della cannabis light: questa viene ricavata dalle infiorescenze femminili della marijuana, specificamente selezionate per l’elevato contenuto di CBD e la quasi assente componente del THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), che rappresenta, invece, il composto psicotropo contenuto nell’erba e responsabile del divieto legislativo. Grazie a questa peculiare composizione, la canapa legale non è stupefacente se contiene concentrazioni di THC inferiori ai livelli minimi stabiliti dalla legge italiana. Le caratteristiche del prodotto sono responsabili dell’effetto rilassante, ma non inibente delle normali funzioni emotive e cerebrali: pur essendo una sostanza diversa dalla marijuana terapeutica, la cannabis light non reca con sé alcuno dei rischi legati al consumo dell’erba “tradizionale".

Sono questi gli elementi che, anche in forza della recente liberalizzazione del settore, hanno fatto esplodere il fenomeno della commercializzazione e vendita della marijuana legale, con un trend che testimonia un mercato e un numero di consumatori in costante crescita.

La legge 242 del 2106

Oltre alle considerazioni scientifiche che, negli ultimi anni, hanno evidenziato non solo la bassa pericolosità della canapa legale, ma anche i suoi potenziali effetti benefici per la salute, l’aumento dei costi legato alla produzione di tessuti artificiali, come il nylon, ha progressivamente orientato il legislatore verso una considerazione di favore per la coltivazione e produzione della canapa a fini industriali.

E’ questo il contesto in cui ha visto la luce la legge 242/2016, che, allo scopo di introdurre un mercato tutelato e regole chiare ma flessibili alle necessità di produzione e consumo, ha consentito la possibilità di coltivare la pianta senza la necessità di autorizzazioni amministrative, disponendo anche l’erogazione di incentivi per chi coltiva e crea impianti di trasformazione. In particolare, le modifiche normative hanno introdotto norme dirette a rendere lecita la coltivazione della canapa finalizzata alla filiera agroindustriale: per essere considerata cannabis light, la pianta deve presentare un tasso di presenza del THC nelle sue infiorescenze non superiore allo 0,2%.

Si tratta di una legge non direttamente legata al consumo personale della sostanza, ma che ha di fatto reso possibile anche in Italia la commercializzazione delle infiorescenze ottenute tramite le coltivazioni legali: è così che nasce il mercato della cannabis light. Infatti, la legge, pur stabilendo alcune destinazioni d’uso tipiche per i prodotti dell’erba legale (come alimenti, cosmetici, applicazioni industriali, bio-edilizia, tessile, e così via), non fa evincere alcun divieto rispetto alla possibilità di commercializzare per uso ricreativo la canapa legale: questa sorta di vuoto normativo ha permesso ad imprenditori e produttori di osare, arrivando a proporre un mercato del tutto nuovo, che nel giro di pochissimi mesi ha visto un’impennata sotto il profilo del numero dei punti vendita e dei consumatori.

La produzione e commercializzazione dell’erba legale

Gli usi non terapeutici consentiti dalla normativa, dunque, riguardano principalmente l’impiego industriale e alimentare del fusto, delle foglie e dei semi, ma l’assenza di un divieto specifico rende perfettamente legittima la raccolta e vendita delle infiorescenze, sempre che il loro contenuto di THC rientri nella soglia consentita. E’ nelle maglie di questa normativa e nell’assenza di una disciplina specifica che il commercio destinato al consumo personale diventa perfettamente legale. Ne hanno prontamente approfittato vecchi e nuovi soggetti di mercato, che hanno avviato una filiera di produzione e vendita delle infiorescenze destinate ad essere consumate personalmente, rendendo così possibile “fumare" erba legale.

Si tratta di un segmento in progressiva crescita, ma che, tuttavia, presenta ancora delle rilevanti zone d’ombra: si è fatto notare, in particolare, che, se è vero che il commercio della cannabis light è pienamente compatibile con le disposizioni di legge, non altrettanto potrebbe esserlo la sua vendita come articolo da fumo, dal momento che la vendita di tabacchi e simili è sottoposta ad una rigida disciplina legata alla presenza del monopolio statale e ad un ferreo meccanismo di autorizzazioni. Si tratta, appunto, di sfumature che, al momento non possono essere confermate in un senso o in un’altro: ed è proprio questa zona franca che ha permesso a molti tabaccai di decidere autonomamente, procedendo a mettere in vendita prodotti legati alla marijuana legale, non direttamente venduti come articoli da fumo, ma, inevitabilmente, acquistati proprio a questo scopo.

Attualmente, la cannabis light può essere tranquillamente acquistata in Italia, rivolgendosi ai numerosi fornitori che stanno aprendo in tutta la penisola; oltre ai negozi fisici, inoltre, è decisamente in crescita il mercato online, che consente agli acquirenti di vedersi recapitata a casa direttamente l’erba legale, evitando anche il possibile imbarazzo nell’acquisto. Quanto ai costi, questi possono variare sensibilmente in base alla varietà prescelta, con una forchetta che oscilla dai 17 euro per una confezione da 8 grammi ai 25-30 euro per 5 grammi di prodotto finale.

I trend del mercato

Si tratta, come detto, di un vero e proprio boom: un giro di affari milionario che ha interessato non soltanto aziende nate appositamente, cavalcando l’onda del momento, ma anche tabaccherie tradizionali, che hanno deciso di puntare su questo segmento in costante crescita. Nel giro di pochi mesi sono decuplicati gli smart shop e i grow shop: i primi dedicati esclusivamente alla vendita di infiorescenze – ufficialmente destinate al consumo alimentare -, mentre i secondi propongono la commercializzazione di tutti i derivati della canapa light. A questi, come visto, si sono affiancati anche alcuni tabaccai che, in assenza di ulteriori precisazioni da parte del Ministero, hanno dedicato parte dei loro negozi alla vendita di sacchetti di infiorescenze italiane. Addirittura a Roma sono nati alcuni servizi di home delibery, che permettono di consegnare a casa direttamente la marijuana legale. A Milano, invece, i punti vendita sono attrezzati anche per l’inalazione e il fumo mediante vaporizzatore dell’erba legale: il tutto, sembra, in piena regola e perfettamente alla luce del sole. E’ proprio la relativa sensazione di tranquillità e liceità che gira intorno al mondo della cannabis light che ha comportato anche la nascita di numerosi brand dedicati alla commercializzazione della canapa leggera.

Secondo uno studio dell’Università Sorbona di Parigi del 2016, nel mercato italiano si preventivava lo sviluppo di mercato dal fatturato medio superiore ai 40 milioni di euro: questa stima, però, si basava su un dato di punti vendita inferiore alle 300 unità sul territorio nazionale. A distanza di nemmeno due anni, si possono enucleare cifre ben più consistenti: attualmente, infatti, il numero dei negozi specializzati nella vendita di canapa legale, senza contare i numerosi rivenditori tradizionali che commerciano questa sostanza in parallelo, supera i 600 punti vendita.

Il boom della cannabis light in Italia è davvero impressionante: oltre a piccoli shop indipendenti, si è moltiplicato anche il giro d’affari di grosse catene di distribuzione e franchising, alcune delle quali contano più di 100 filiali in tutta la penisola. Nella maggior parte dei casi, questi punti vendita commercializzano un unico brand, ma ci sono moltissimi rivenditori che offrono alla propria clientela una vastissima selezione di varietà, nazionali o di importazione.

Anche i numeri legati alla produzione sono eccezionali: negli ultimi sei mesi, si parla di una crescita esponenziale dei coltivatori specializzati, che si aggirano ormai intorno al centinaio. Dal punto di vista del prodotto, si parla di oltre 15 tonnellate di infiorescenze di canapa destinate al mercato della cannabis light; altro numero sconvolgente è quello delle vendite: prendendo in considerazione i soli barattoli da 5 grammi si parla di oltre 125.000 unità vendute in pochi mesi, tra smart shop e negozi online.

Il consumo di erba legale in Italia

Sensibilizzazione, modifica dei costumi e trend di mercato sono alla base anche di un progressivo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani in tema di marijuana.

Grazie alla normativa del 2016 è diventato pienamente legittima la detenzione e l’utilizzo delle piante: l’acquisto di infiorescenze di cannabis light è favorito dalla volontà dei consumatori di rivolgersi ad un prodotto dalle riconosciute proprietà analgesiche, senza i rischi legati alla presenza del principio attivo stupefacente.

La clientela che si rivolge principalmente a questo tipo di consumo, stando almeno ad alcune analisi di mercato prodotte dai principali operatori del settore, è essenzialmente quella dei consumatori maturi e consapevoli, desiderosi di rivolgersi ad un prodotto di cui conoscono gli effetti benefici e l’assenza di rischi e, soprattutto, di smettere di alimentare il preoccupante fenomeno del mercato criminale clandestino. Sono soprattutto i giovani ad aver abbracciato con entusiasmo il consumo di erba legale in Italia, ma non i giovanissimi, dal momento che la vendita è vietata ai minori di 18 anni.

La gran parte dei consumatori è alla ricerca di un prodotto che permette di beneficiare degli effetti della marijuana in tutta sicurezza, per alleviare i disturbi del sonno o per affrontare periodi di stress e insicurezza: il passaggio dalla marijuana illegale alla canapa legale sembra essere uno dei principali risultati che è dato riscontrare in questo primissimo periodo di “sperimentazione".

E’ bene, però, non sottovalutare l’importanza di prestare attenzione al tipo di prodotto acquistato. Come anticipato, la vendita di cannabis light non è consentita direttamente a scopo ricreativo, per cui fumare la cannabis legale resta tecnicamente un illecito, passibile di sanzione amministrativa. Per questo motivo, è bene rivolgersi unicamente ad operatori qualificati e dotati di ottime referenze: questo per evitare la possibilità di acquistare un prodotto non conforme alle prescrizioni legali.

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